Febbraio : altre vittime sul lavoro

ll mese di Febbraio, che tra una maschera e qualche scherzo di Carnevale sta giungendo al termine, è stato tristemente ricco in termini di caduti sul lavoro.

Dall’edilizia all’agricoltura, dalla fabbrica all’impalcatura, dal nord al sud della penisola passando per il centro, giovani e meno giovani, ancora tante persone hanno perso la loro vita sul posto di lavoro.

E ritorna il leit motiv di tante campagne di prevenzione e di tante pubblicità, ribadendo che tutte queste morti ingiuste, a volte più numerose di quelle altrettanto ingiuste provocate dalle guerre, si potrebbero evitare se solo fossero adottate seriamente le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.

La sicurezza sul lavoro, o meglio, la mancanza di essa, è la vera piaga del nostro “tecnologico e futuristico” secolo.

Numerosi su Internet i blog che affettuosamente ma anche con tanta rabbia ricordano amici, parenti e a volte perfetti sconosciuti che sono deceduti svolgendo le proprie mansioni.

Il dolore delle famiglie lascia presto spazio ai fatti avvenuti: dalle parole che scorrono veloci emerge una voglia di cambiamento dello status quo che sembra sempre troppo difficile raggiungere.

Tutto ciò non deve essere prerogativa di chi ha subito una perdita, ma dovrebbe essere un problema che investe la collettività, e tale collettività potrebbe e dovrebbe fare sicuramente di più in tal senso.


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