La rabbia e l’indignazione : ancora morti sul lavoro

Il fatto che ogni giorno muoiano all’incirca quattro persone sul luogo di lavoro, oramai, non fa più notizia : rientra nella statistica.

E pensare che si muore di meno in guerra…

Questa situazione, oltre a suscitare l’indignazione di milioni di famiglie che hanno perso un parente o che si ritrovano con familiari gravemente invalidi a causa della mancanza di sicurezza sul lavoro, sembra non interessi nessun altro.

Non interessa ai politici, intoccabili e mai sfiorati da crisi economica, precariato e mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, non interessa all’opinione pubblica e ai lavoratori stessi, che avvertono tali decessi come notizie lontane e che certamente non li riguardano.

Ma stiamo parlando, cifre tristemente elevate alla mano, di vite umane, non di personaggi fittizi, ma proprio di esseri umani che la mattina si svegliano per guadagnarsi da vivere e per mantenere la propria famiglia e la sera non fanno ritorno alle loro case, vittime di omicidi perpetrati ogni giorno e ogni giorno di più.

Assassini di queste stragi, chiamte “bianche”, (si cerca di indorare la pillola, insultando ancora di più le famiglie delle vittime), sono imprenditori disonesti, che mettono al primo posto il “dio denaro” e non si preoccupano minimamente delle condizioni in cui i loro operai vertono e sono costretti a lavorare.

L’importante è guadagnare e tarre profitti a tutti i costi : i soldi, in fondo, sono di gran lunga più importanti di una vita umana.


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